Per quanto non amiamo i francesismi, non esiste in italiano, un termine unico per descrivere le condizioni naturali  fisiche e chimiche di un terreno, quindi perdonateci se utilizziamo il termine terroir.

Trattiamo le viti come nostre care amiche ed andiamo molto fieri dei terroir dove crescono.

E’ facile capire come questo influenzi la pianta, il frutto che ne deriva e di conseguenza il vino.

Abbiamo due diversi terroir in cui coltiviamo Sangiovese e le caratteristiche dell’uva che ne derivano sono diverse, pur condividendo la stessa tipologia.

A Montepulciano

Argilla, Quarzo e sedimenti fossili caratterizzano questo terreno.

Argilla, la sostanza minerale che da un tempo infinito sostiene le nostre colline e le rende uniche per produttività e bellezza.

Il Quarzo, grazie alle sue proprietà riesce a favorire la fotosintesi della pianta e mantenere la sanità delle uve anche nelle annate più difficili.

I sedimenti fossili contribuiscono alla mineralità del terreno, caratteristica facilmente riscontrabile nel vino di questa terra.

A Chiusi

Terreno limoso e sabbioso ricco di sostanze nutrienti.

Il sangiovese che ne deriva si ritrova in purezza nel Chianti Barcaiolo che risulta più fruttato e gentile.